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SI PREGA DI NOTARE, A CAUSA DEL CANTIERE AL MOMENTO LA PORTA CLAUDIA NON È ACCESSIBILE!

Solo quando i francesi sotto la guida di guardaboschi bavaresi del luogo riuscirono ad aggirare la fortezza, il destino della Porta Claudia era deciso. La guarnizione austriaca fu fatta prigioniera, i francesi subirono una perdita di 1800 uomini fra caduti e feriti. Nel 1809 la fortezza era alternativamente in mano ai tirolesi, francesi e bavaresi. Quando il Tirolo fu annesso Durante la Guerra dei Trent’anni (1618 – 1648) il governo di Innsbruck ottenne il permesso di costruire una fortezza nella chiusa di Scharnitz su territorio di proprietà del principato vescovile di Freising. Questa fortezza fu eretta negli anni 1632 – 1634. In occasione della solenne inaugurazione
dell’enorme fortezza a questa fu conferito il nome della saggia principessa Claudia de Medici, presente di persona. Contemporaneamente, anche nella Leutasch alla fine della valle venne eretta come fortificazione la cosiddetta «Schanz». La Porta Claudia non fu attaccata durante la
Guerra dei Trent’anni, nonostante ciò intorno al 1670 fu ulteriormente ampliata secondo i piani di Christoph Gumpp. Nel corso dell’invasione bavarese, il cosiddetto «Boarischer Rummel» nel 1703 il principe elettore Max Emanuel II. riuscì ad occupare di sorpresa la Porta Claudia. Quando le truppe d’occupazione bavaresi fecero saltare in aria la polveriera, i danni erano notevoli, ma furono
riparati entro breve tempo. Quando Goethe durante il suo viaggio in Italia nel 1786 vi passò, annotò: «Presso Scharnitz si arriva nel Tirolo. La frontiera è chiusa con un bastione che sbarra la valle e si cinge alle montagne. Ha un bell’aspetto. Da un lato la roccia è fortificata, dall’altro si erge in alto verticalmente». Durante le guerre napoleoniche, il maresciallo francese Ney nel 1805 avanzò, venendo da Mittenwald, con 13.000 uomini contro le «Schanzen» nella Leutasch e contro la Porta Claudia. Questa era dotata di 12 cannoni e venne difesa da soli 700 uomini di truppe di linea. All’inizio, tutti gli attacchi furono respinti. Tutte le intimazioni alla resa furono rifiutate dal co-alla Baviera, la fortezza fu fatta saltare in aria con ingenti quantità di material esplosivo per più di 12.000 fiorini. Nonostante ciò, dell’una volta vasto impianto di fortificazione su ambo i lati del fiume Isar a nord di Scharnitz sono tuttora visibili i resti d’alcune mura di pietra alte fino a 6 metri. Nell’ ex caserma della Porta Claudia fino al 1957 era sistemato l’ufficio doganale. Sono tuttora visibili anche notevoli resti della «Leutascher Schanz». La fortezza stessa era composta di una fortezza principale e delle opere avanzate. Nella fortificazione principale oltre alle caserme (alloggi per i soldati) vi era anche una cappella. Delle opere avanzate facevano parte il «cavaliere» (postazione elevata sulla cortina), sul quale era posizionato un cannone, «la polveriera, la cucina del diavolo e la stanza dell’acqua», da dove l’acqua del fiume Isar poteva essere incanalata nel fossato. Le mura alte 6 metri con le sue feritoie, le opere avanzate in parte già diroccate e ricoperte di vegetazione, le
grandi volte (ricoveri per soldati e cavalli), il fossato, i bastioni e simili ancora oggi rendono un’idea dell’ampiezza di questa fortificazione.

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